PES 2019: analisi della stagione

La primavera è davvero dietro l’angolo e se pur Konami continuerà ancora ad aggiornare Pro Evolution Soccer 2019 ancora per molte settimane, possiamo iniziare a fare un’analisi della stagione iniziata già dallo scorso fine agosto. Non ci sono  voluti gli esperti dei siti analizzati da Gallinascommesse.it per puntare sul fatto che anche in questa edizione a farla da padrone sarebbe stata la modalità Myclub, quella che consente di costruire con tanta gioia la nostra squadra dei sogni.

Ci sono stati importanti cambiamenti rispetto a PES 2018. Indubbiamente Konami ha fatto in modo tale che prendere tanti top player fosse più semplice, rendendo più veloce la costruzione se pur parziale del nostro personale dream team. Questo ovviamente non è piaciuto a tutti ma in realtà le possibilità di rendere ulteriormente competitiva la nostra squadra c’è comunque sempre stata.

Difatti con i giocatori in evidenza, versione “potenziata” settimanale di vari top player, la corsa verso la “squadra perfetta” non si è praticamente mai conclusa. Aspetto che sicuramente non ha fatto piacere a tutti è la possibilità di prendere i giocatori in evidenza soltanto con le monete d’oro quelle che il gioco dà con estrema riluttanza e che in caso si possono acquistare con soldi reali (le famose microtransazioni) dallo store del gioco.

Konami per mescolare maggiormente le carte ha pure inserito la possibilità di pescare vari doppioni dei nostri giocatori. Se addirittura facciamo il tris dello stesso calciatore, è possibile scambiarlo con qualcun’altro, un modo per rendere il tutto simile all’album delle figurine che molti hanno decisamente gradito.

Anche l’introduzione del pool giocatori (un insieme di 450 calciatori pescabili tramite monete d’oro o punti GP fino ad esaurimento) non ha ovviamente soddisfatto tutti ma ha comunque integrato una novità nelle meccaniche oramai collaudate di MyClub.

Dove Konami ha forse atteso un po’ troppo è sul fronte delle leggende, i giocatori del passato che possono essere ritrovati in MyClub. Ad esempio la versione “leggendaria” di Francesco Totti è arrivata soltanto da poche settimane e nei mesi autunnali, l’arrivo di nuove leggende è stato davvero troppo centellinato.

Se comunque ancora migliaia di giocatori italiani e stranieri continuano la loro avventura in MyClub a distanza di più di 6 mesi dal day one di Pro Evolution Soccer 2019, significa che la software house nipponica ha saputo oliare molto bene i meccanismi della modalità regina di PES da alcuni anni a questa parte.

Per PES 2010, la community chiede soprattutto un cambio di passo per quanto riguarda i “cheater”, in parole povere quelli che imbrogliano nelle sfide online, capaci di staccare la partita senza conseguenze per loro quando il risultato non li soddisfa. Già oggi c’è un sistema di segnalazione per questi personaggi inqualificabili ed una volta incontrati si possono mettere nella lista dei giocatori bloccati che non si vogliono più incontrare ma sicuramente si può fare ancora molto di più.

Vero che il problema degli “imbroglioni on line” non riguarda soltanto Pro Evolution Soccer ma indubbiamente questo elemento sgradevole dell’esperienza online di PES deve essere maggiormente limitato e sempre più marginalizzato per il bene e la salvaguardia della grande community in forte ripresa degli “apPESsionati”.

Siamo certi che non manca poi molto all’annuncio ufficiale di Pro Evolution Soccer 2020, capitolo della serie che celebrerà i primi 25 anni della serie e che combaciano con le 50 candeline di attività per Konami stessa che ha aperto i battenti nel marzo del 1969 nella città giapponese di Osaka. Ci aspettiamo dunque grandi sorprese da questa nuova edizione, probabilmente l’ultima prima che arrivino sul mercato anche le nuove console di casa Sony e Microsoft. E come diciamo sempre nei nostri filmati… Buon PES e buon campionato a tutti!

Commenta con Facebook
Condividi